Lupa Capitolina

2012 Premio alla carriera

Hollywwod Career Achievement Award

2010 Premio alla carriera

Action Hero Hall of Fame

2010 Miglior eroe nei film d'azione.

Guys Choice Award

2010 prestazioni leggendarie nel genere d'azione.

Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker Award

2009 come personalita' che ha lasciato un segno nel cinema contemporaneo.

GOLDEN CAMERA GERMANY

2004 come Miglior attore internazionale.

Stockholm Film Festival

1997 come Miglior attore per il film "Cop Land".

GOLDEN APPLE

1997 come Star maschile dell'anno.

CESAR D'HONNEUR

1992 Premio Onarario

TELEGATTO

1990 come Attore internazionale più popolare.


PEOPLE'S CHOICE AWARD

1986 come Attore preferito del cinema.

YOUNG ARTIST AWARD

1983 come Miglior film per famiglie per il film "Rocky III".

  MARQUEE AMERICAN MOVIE AWARDS

1980 come Miglior film per il film "Rocky II".

  KCFCC AWARD

1977 come Miglior attore per il film "Rocky".

NOMINATION BAFTA

1977 come Miglior attore protagonista e Migliore sceneggiatura per il film "Rocky".

NOMINATION GOLDEN GLOBE

1977 come Miglior attore in un film drammatico e Migliore sceneggiatura per il film "Rocky".

NOMINATION OSCAR

1977 come Miglior attore protagonista e Migliore sceneggiatura originale per il film "Rocky".

DAVID DI DONATELLO

1977 come Miglior attore straniero per il film "Rocky".

DRIVEN 2001

Fabio Ferzetti

Il Messaggero

"Mentre da anni si parla di un film su Enzo Ferrari, ma nessuno si decide a girarlo, Stallone brucia il cavallino rampante con una pellicola che ha anche scritto e prodotto sul mondo delle corse Cart molto popolari negli Usa: 'Driven', diretto da Renny Harlin in un tripudio di effetti digitali. Gli esperti magari storceranno il naso, gli altri resteranno inchiodati alla poltrona. E chi ha un grammo di simpatia per il vecchio Sly, sorriderà riconoscendo la formula di 'Rocky' sia pure irrobustita a suon di dollari e tecnologia".

Roberto Nepoti

La Repubblica

"E' già un problema che Sylvester Stallone torni a mostrarsi sullo schermo, figurarsi se decide anche di riprendere in mano la penna per stendere un copione. La sceneggiatura è un catalogo polveroso di luoghi comuni e improbabilità, che il regista Renny Harlin si presta a filmare scrupolosamente. Carambole, inseguimenti, incidenti spettacolari sono alla base del filmetto, ma non superano mai l'effetto emotivo di un videogame".

Lietta Tornabuoni

La Stampa

Stallone nell'eccitante mondo cosmopolita delle corse automobilistiche, a Long Beach, Miami e Toronto, in Messico, Brasile, Australia, Giappone e in Germania dove piove sempre, a Detroit. In Driven di Renny Harlin, mistica, scaramanzie, ragazze, rivalità, energia. I corridori sono quasi tutti in tute rosse. La Ferrari neppure viene nominata (tra centinaia di marche varie, le più evidenti sono Mercedes Benz e Motorola), ma le auto sono quasi tutte rosse. Non manca il conflitto tra fratelli-coltelli. Il campione del mondo, insidiato da un giovane bravissimo ma instabile, è certo Beau Brandenburg, un tedesco come Schumacher che “non piace a nessuno, con la sua arroganza del cavolo”. Fanatismi, baci, applausi, schizzi di champagne. Stallone, che è pure coproduttore e sceneggiatore del film, si è riservato il personaggio da lui prediletto: un ex campione, ex eroe in ritiro, precipitato dalla gloria nel fallimento, che torna in campo per dimostrare che può vincere ancora un'ultima volta e anche per assistere il ragazzo campione in crisi e insegnargli sentenziosamente cos’è la vita e come si trionfa. Vince tutt'e due le sfide, si capisce. Ma il divertimento del film sta altrove: le corse furiose; le innumerevoli inquadrature di piedi altalenanti che premono o rilasciano l'acceleratore; gli incidenti spettacolari e terribili; le donne dure che affrontano l'amante corridore, “Se credi di essere migliore di me ti sbagli”; le immense folle di spettatori isterici. Momenti alti: una corsa rischiosa nel centro di Chicago, tra altre auto non da corsa; la breve presenza di Alesi, Montoya, Villeneuve; l'interruzione d'una gara essenziale, da parte dei campioni candidati alla vittoria, per salvare la vita a un collega che ha avuto un incidente e rischia di bruciare vivo. Le gare risultano molto meno noiose che in Tv, quindi è probabile che gli specialisti scoprano nel film errori clamorosi. Sylvester Stallone, con la faccia lisciata, i capelli corti e la sua eterna aria impermalita, va benissimo.

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